Roberto de Montesquiou (1855.1921)
Lettera autografa firmata e indirizzata a Jean Lorrain.
Quattro pagine in formato 12° su carta blu indirizzate a lui.
Segnalibro sul quartofoglio .
Versailles. 5 dicembre 1893
« Ho tenuto conto del tuo dolore
Da un dandy all'altro: Robert de Montesquiou elogia con enfasi e lirismo la decadente raccolta di racconti di Jean Lorrain, Buveur d'âmes, pubblicata da Charpentier nel 1893.
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«Egregio signore, devo ringraziarla per la sua memoria che è il mio libro; – dovrei dire del suo libro che è la mia memoria? Non dobbiamo forse tutti ricordare, riesplorare e riesplorare nel suo ingegnoso titolo, qualche ebbrezza di coppa animica e calice sentimentale? Il suo secondo titolo deve essere solo un sottotitolo che renda il primo beneficio a tutte le nostre ebbrezze di delizie e feccia.».
Amo il fatto che il bicchiere d'acqua del Vangelo sembri sgorgare; e Oltre (la cui ultima pagina sfiora il grande mistero) – e Brutto, che meglio ne sono testimonianza, mi piacciono di più. Non mi sorprenderei se certi segni benevoli e graditi non addolcissero e addolcissero gradualmente la tua opera, nella quale riconosco, mi sembra, per contrasto, una serenità in cui la tua prestigiosa improvvisazione è impreziosita, dove la pietà universale trova conforto, dove la simpatia individuale risplende.
Io, che da tempo mi vanto di vivere tra queste serene sorelle, vi scrivo a proposito dei nostri libri. Possa la mia comune – e ancor più banale – tendenza a considerarmi un puro dilettantenon indurvi a sentirvi ingiusti nei confronti dei miei – certamente. Lo sono, e me ne lusingo. Non sarebbe forse la definizione di opera d'arte più raffinata quella di quella la cui creazione ha conservato la maggior parte dell'amore che ci ha spinto a darle vita? E non avrebbe allora il diritto il dilettante espressivo di definirsi uno dei produttori più raffinati? L'altro giorno, a proposito dei miei Fiori, mi assaporavo questa gentile osservazione di un giudice sensibile: che era già un segno di distinzione averli visti laddove il poeta professionista si sarebbe limitato a gigli e rose – e anche in quel caso, senza realmente distinguerli l'uno dall'altro. Ma mi rendo conto di avervi parlato dei vostri libri. Mi sono preso la briga di scrivervi. Vi ringrazio per il piacere. Conte Robert de Montesquiou Fezensac.
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Montesquiou e Jean Lorrain frequentavano gli stessi ambienti letterari e sociali della fine dell'Ottocento, in un complesso intreccio di ammirazione e rivalità. Lorrain era affascinato dalla personalità e dall'estetica di Montesquiou, che ispirarono in particolare alcuni dei suoi personaggi. Montesquiou, dal canto suo, seguiva con attenzione l'opera di Lorrain e lo stimava profondamente, come dimostra questa lettera. Il loro rapporto, tuttavia, si deteriorò gradualmente, con Lorrain che assunse toni sempre più critici e satirici nei confronti di Montesquiou. Rimasero così due figure vicine e rivali nel mondo decadente, con un rapporto che oscillava tra fascino, stima, gelosia e ostilità.