Jean Cocteau (1889.1963)
Poesia autografa – Terra!
Una pagina in quarto su carta velina.
Francobollo da collezione barrato.
Nessun luogo o data.
Bellissima poesia di Cocteau, in versi alessandrini.
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Terra !
Ricordo bene le tristi sbarre e le prese
L'odore di un porto che odora soprattutto di carne umana
Il porto è un vecchio vaso dove ristagnano le onde
Morirono lì, saltando oltre il muro troppo alto delle dighe
Le casse, i pacchi di miseria, le balle
Di cotone (dove ci porta l'amore per il viaggio)
(È incredibile!) L'uomo ricco si toglie l'anello
Un sigaro tempestato di gioielli per un venditore di fichi
Questo uomo di colore, un vero sciattone, sta fumando, appoggiato ai nostri pantaloncini
È sensibile al canto della sirena oppure no?
Le miniere, grazie a Dio le draghe dei pescherecci
Più morbido della sua gamba, dimentico delle gighe
Addio ai panorami che ti sporcano le mani
Il mio cuore è già troppo pieno di dolore
Le tue vaghe promesse non mi bastano più
E contro di noi cospirano il vento e i pirati
Voglio finalmente capire la radice della mia stanchezza
Che indossi un abito da marinaio o frughi nella sua vecchia barzelletta
E masticando la nostalgia di casa fino a rimanere senza fiato
Una morte per la vita ad ogni fermata.