René Magritte e le sue riflessioni sui misteri dell'arte.

"Mi sembra che la scrittura e la pittura meritino di essere prese in considerazione nella misura in cui manifestano un sentimento insolito per la poesia."

Venduto

René Magritte (1898.1967)

Cartolina autografata e firmata da Rose Capel.

Una pagina oblunga in formato 12mo sul retro di una riproduzione del suo dipinto La tomba dei lottatori.

Bruxelles. 2 febbraio 1966. Busta autografata.

 

"Mi sembra che la scrittura e la pittura meritino di essere prese in considerazione nella misura in cui manifestano un sentimento insolito per la poesia."

Magritte definisce ciò che considera mistero nell'arte.

 

 «Gentile Signora, La ringrazio per il Suo messaggio. Mi dispiace che il dipinto che possedeva non sia stato riprodotto a colori; forse un giorno accadrà? Per quanto riguarda i collage della Sua amica, probabilmente mi manca l'immaginazione per trovarvi delle figure – che, del resto, non sono certo sorprendenti. Se c'è un mistero, è necessariamente inconoscibile – oppure è un mistero aperto. Da parte mia, non cerco mai in un'opera intenzioni diverse da quelle del suo autore. La scrittura e la pittura mi sembrano degne di considerazione nella misura in cui manifestano un sentimento insolito per la poesia. Lo manifestano evocando il mistero inconoscibile delle cose familiari. »

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