Marcel Proust (1871.1922)
Lettera autografata firmata alla baronessa Aimery Harty de Pierrebourg.
Sette pagine in -8°. 102 bd Haussmann. Martedì [26 ottobre 1915]
Kolb, Volume XIV, pagine 252-254.
Paul Hervieu, l'illustre amante di Madame de Pierrebourg, è appena morto. Marcel Proust le esprime, con una prosa sublime, la portata della sua amicizia in queste circostanze di lutto.
"E quando vedo quest'uomo scomparire nel fiore della giovinezza, un uomo con la fragile grazia di una rosa, quest'uomo, che assomigliava al giovane che ho visto solo due mesi fa a casa della signora Straus, proprio come lo avevo conosciuto circa venticinque anni fa, sono forse ancora meno rattristato dal pensiero umano, privato per sempre di tutto ciò che avrebbe potuto ancora sbocciare in questo cervello, ora distrutto, con idee preziose che non potevano nascere altrove e non nasceranno."
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"Signora, da quando stamattina ho appreso della terribile notizia che resterà per la Francia la perdita più dolorosa della guerra [la morte di Paul Hervieu era appena stata annunciata da Le Figaro], non è al grande scrittore che penso di più (l'unico che seppe parlare di questa guerra), all'uomo che per oltre vent'anni ho visto lavorare davanti a me, da Madame Straus, da Madame Aubernon, dai Baignères e da MadameArman , e non menziono nemmeno, perché avrei troppo da dire, a casa vostra, i preziosissimi gioielli della conversazione che adornano per sempre, per la nostra generazione, per il suo insegnamento e le sue gioie, il Museo della sua Memoria.
No, penso a tutto questo con tristezza, ma ciò da cui i miei pensieri non riescono a distaccarsi, come non ci si può distaccare dalle cose che causano sofferenza, è la tua disperazione come amico. Non ho mai conosciuto un'amicizia più perfetta, più nobile, più completa di quella che lui ha avuto per te e tu per lui. E senza dubbio ciò che serve per ottenere un'amicizia così reciproca e incomparabile – riversare nel crogiolo della vita bellezza, intelligenza, magnanimità ed elevazione – è così raro che non ci si può stupire che il miracolo non si verifichi. Ma alla fine, si è verificato. E quando vedo quest'uomo, che aveva la fragile grazia di una rosa, scomparire in un fiore di giovinezza – quest'uomo che sembrava il giovane che vidi solo due mesi fa dalla signora Straus, esattamente come lo avevo conosciuto venticinque anni prima – perire in uno stato di profondo dolore, forse sono ancora meno addolorato per lo spirito umano, per sempre privato di tutto ciò che avrebbe potuto ancora sbocciare in questa mente, ora distrutta, con idee preziose che non avrebbero potuto nascere altrove e non nasceranno mai. È soprattutto il miracolo di questa amicizia, la tua per lui e la sua per te, ora infranta, che mi addolora, e il pensiero della tua sofferenza.
Non so nulla, nemmeno se qualcosa della sua salute, a voi nota, vi avesse preparatoQuesta a ciò che, a me, sarebbe sembrato spiegabile solo se fosse morto in guerra. vita così presto stroncata, quest'opera così bruscamente interrotta... un giorno, nel vostro dolore, troverete almeno il conforto di pensare di esserne stati l'ornamento, la fiamma, la ricompensa. Noi abbiamo solo i suoi libri. Voi avete il tesoro di ciò che vi diceva ogni giorno, e le Parole restano [allusione a un titolo di Hervieu].
Ahimè, sento fin troppo profondamente che in questo momento restano solo per causarti dolore, per farti acutamente comprendere che la bocca che li pronunciò, con quei rallentamenti degni di musica, è per sempre sigillata sotto un sigillo incomprensibile. Ma so nondimeno che è un tesoro al quale attingerai nella solitudine. Perdonami se sono venuto a turbare il tuo dolore. Volevo solo dirti che lo condivido con un rispettoso sentimento che viene dal profondo del mio cuore. Marcel Proust.
Di' alla tua adorata figlia che lui amava tanto, e di' anche a Georges che capisco la loro tristezza e che penso a loro come penso a lui e a te
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La matrigna di Georges de Lauris, amico di Marcel Proust conosciuto nel 1903 e suo fidato consigliere nella stesura di quello che sarebbe diventato * Contre Sainte-Beuve*, Marguerite de Pierrebourg (1856-1943) fu inizialmente pittrice prima di dedicarsi alla scrittura. Il suo primo romanzo fu riconosciuto dall'Académie française e dal 1912 divenne presidente del Prix de la Vie Heureuse (in seguito Prix Fémina), occupando così un posto di rilievo nella vita letteraria parigina. Marcel Proust frequentava il suo salotto e si consultava con lei su questioni letterarie. Fu in particolare una delle testimoni della difficile gestazione del primo volume di *Alla ricerca del tempo perduto*.