Marcel Proust fonde i suoi toni mistici con la gloria del lavoro.

"Se la vita ci porta degli insuccessi, troviamo conforto in essi perché la vera vita sta altrove, non nella vita stessa, né dopo, ma al di fuori di essa."

Venduto

Marcel Proust (1871.1922)

Lettera autografata firmata a Georges de Lauris.

Otto pagine in -12°.

Slnd [Parigi. domenica 8 novembre 1908]

Kolb, Volume VIII, pagine 285-286-87.

"Se la vita ci porta degli insuccessi, troviamo conforto in essi perché la vera vita sta altrove, non nella vita stessa, né dopo, ma al di fuori di essa."

Una lunga e bellissima lettera di consigli di vita, con sfumature mistiche e una celebrazione del lavoro.

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"Mio caro Georges, ti scrivo brevemente per dirti una cosa che non ho ancora raccontato a nessuno. Dopo aver preso la bronchite a Versailles e con i lavori di pavimentazione in Rue des Réservoirs proprio sotto le mie finestre, che stanno rimuovendo, sono tornata a Parigi nel bel mezzo dei lavori di ristrutturazione del dentista – quello che ha affittato il terzo piano –e sto letteralmente soffocando a causa di uno scaldabagno mal regolato. Appena potrò alzarmi, scapperò, non so dove, ma prima verrò a trovarti."

Oggi chiude la mostra che, più di ogni altra, avrei voluto vedere, quella dedicata ai due pittori che più adoro, El Greco e Monticelli, al Salon d'Automne, e non ho potuto andarci!* Prima del tuo incidente, quando pensavo di non tornare mai più a Parigi (mi ha fatto bene, e tu sei stato di grande aiuto!), mi dicevo che ovunque fossi, anche se fossi stata a Venezia, sarei tornata per 48 ore per questa mostra, che forse non sarà sublime, ma che sarebbe stata per me così arricchente perché corrispondeva a un momento così specifico della mia vita. E non avevo nemmeno i mezzi per farmi dare un passaggio in una piccola auto, cosa che avrei fatto senza esitazione.  

Penso che starò meglio, penso che verrò a trovarti. Georges, quando puoi, lavora. Ruskin ha detto qualcosa di sublime , qualcosa che dovresti avere sempre presente nella mente, quando ha affermato che i due grandi comandamenti di Dio (il secondoè quasi interamente opera sua, ma non importa) erano:

"Lavora finché hai ancora luce."

E

“Siate misericordiosi finché avete misericordia.”. »

Léon Blum, te lo giuro, non ha mai detto niente di così bello. Dopo il primocomandamento di San Giovanni viene questa frase: "Perché presto verrà la notte, quando non si potrà più fare nulla" (cito in modo errato). Io, Georges, sono già mezzo immerso in quella notte, nonostante le apparenze fugaci che non significano nulla. Ma tu, tu hai la luce, l'avrai per molti anni a venire, lavoraQuindi, se la vita ci riserva delle battute d'arresto, troviamo conforto in esse perché la vera vita è altrove, non nella vita stessa, né dopo, ma fuori, se un termine che ha origine dallo spazio ha un significato in un mondo che ne è libero. E misericordia, tu hai avuto qualcosa di meglio di lei, un amore così dolce che la morte della tua povera madre a volte non mi sembra terribile quando penso a tutta la speranza che ha lasciato, a tutta la precisione con cui hai esaudito il suo desiderio. Quanto alla tua vita con tuo padre, sai cosa ne penso e che mi fa piacere pensarci.

Con me sei molto buono se consulto la mia gratitudine, meno affettuoso che buono anche se pensi il contrario, e buono con le riserve che derivano dalla tua natura poco seria. Ma comunque mille volte meglio di quanto meriti.

Addio, caro Georges, perdonami per questo sermone evangelico. Ma incidenti come il tuo, che continuo a immaginare, dovrebbero servirti da monito. Lavora, poiché Dio ti ha donato la Luce. No, caro Georges, è inutile cercare in Léon Blum, né tantomeno, nonostante ciò che i nostri amici giureranno, in Claude Anet; non troverai niente di altrettanto valido lì. Questo non impedisce alle opere di Ruskin di essere spesso stupide, ossessive, irritanti, false, ridicole, ma sono sempre stimabili e sempre grandiose. Come sai, era molto ammirato da George Eliot, che, nonostante ciò che possa pensare Léon Blum, era pari a Marguerite e, chissà, forse persino a Rosny, e che parlava di "quelle grandi opere che permettono di conciliare la disperazione con la deliziosa sensazione di una vita situata al di fuori di sé".

Caro Georges , è molto faticoso scrivere, ma è un piacere ricordare a qualcuno che comprende e sa trarre nutrimento dai bei pensieri che conosce, e che apprezza la letteratura dei nostri conoscenti più o meno famosi solo in misura molto relativa. Tutto il mio cuore a te, e in questo momento, sebbene tossisca incessantemente e abbia la febbre, tra tre finestre aperte all'una di notte per combattere con lo scaldabagno. "Tutto ciò non è nulla in confronto all'amore, ecc." Tuo, Marcel.

Di' a Lucien Henraux che gli sono molto simpatica e che ci tengo a sottolineare che tutte le leggende che gli ho inviato due anni fa, tramite amici comuni – cioè amici miei e suoi ammiratori, visto che lui non ha amici – le ha ricevute e prese tutte. Ora Lucien deve trovarle divertenti e capire che non sono stata così stupida a inviargliele. Ma Forain aveva bisogno della sua approvazione per apprezzarle

 

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* La mostra di Monticelli, Le Greco, Bresdin e Chifflart, che si tenne al Grand Palais des Champs Élysées dal 1° ottobreall'8 novembre 1908.

 

 

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