Honoré de Balzac alle prese con l'affare Peytel. 1839.

"Nella Corte d'Assise non c'è altra testimonianza se non quella resa dai testimoni stessi."

4.500

Honoré de Balzac  (1799-1850)

Nota autografa firmata.

Una pagina oblunga in ottavo su un frammento di carta marrone.

Slnd [28 settembre 1839]

 

"Nella Corte d'Assise non c'è altra testimonianza se non quella resa dai testimoni stessi."

Manoscritto autografo firmato della prima bozza di una nota pubblicata da Le Siècle il 29 settembre 1839 nel contesto dell'Affare Peytel.

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Nota del signor de Balzac. Ho solo un'osservazione da fare al signor Broussais: si tratta di una questione di diritto penale. L'intera parte della sua deposizione relativa al signor de Lamartine deve essere esclusa e non può essere ammessa al procedimento. Nelle Corti d'Assise non c'è altra testimonianza se non quella resa dai testimoni stessi [tre parole barrate]. Da Balzac. Nessuno ha l'autorità di parlare lì a nome di un altro."

 

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Una faccenda poco chiara.

Sébastien-Benoît Peytel (1804-1839), notaio a Belley, fu arrestato per l'omicidio della moglie e del domestico nella notte del 1° novembre1838. Condannato a morte, presentò ricorso. Balzac, che lo aveva conosciuto nella redazione del giornale Le Voleur, dove Peytel aveva iniziato la sua carriera, lanciò una campagna mediatica con Gavarni per ottenere la sua assoluzione.

La sua lunga lettera sul processo a Peytel, notaio di Belley, destinata alla difesa dell'imputato, apparve sul quotidiano Le Siècle in tre parti, il 27, 28 e 29 settembre 1839. Il dottor Casimir Broussais (figlio del famoso "imperatore della medicina"), cognato di Peytel e contro il quale aveva testimoniato durante il processo, sentendosi diffamato da Balzac, aveva inviato a Le Siècle una lettera in forma di diritto di replica: questa fu pubblicata dal giornale dopo la terza e ultima parte della lettera , con, immediatamente dopo, un'apostille di quest'ultimo, la cui prima bozza si trova qui.

Il testo pubblicato su Le Siècle differisce leggermente: "Ho solo un'osservazione da fare al signor Broussais; riguarda soltanto il diritto penale: l'intera parte della sua deposizione relativa al signor de Lamartine è resa priva di significato dal fatto che nei tribunali d'assise non esistono altre testimonianze oltre a quelle rese dai testimoni stessi."

L'iniziativa dello scrittore, che suscitò scherno da parte della stampa, si rivelò vana. Peytel fu condannato a morte e re Luigi Filippo, forse ricordando la sua caustica " Fisiologia della pera ", pubblicata nel 1832, si rifiutò di concedergli la grazia. Il notaio fu giustiziato il 28 ottobre 1839.

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Bibliografia:

Il caso Peytel. Pierre-Antoine Perrod. Hachette, 1958.

Balzac, Gavarni e il caso Peytel. Madeleine Berry.

 

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