Emil Cioran
Lettera autografata firmata a Gabriel Matzneff.
Una pagina e mezza in quarto.
Parigi. 4 novembre 1971.
"Il sionismo è molto più di un errore; è un'avventura tragica, una versione contemporanea di un'antica maledizione."
Il filosofo espone il suo punto di vista sulle contrapposizioni tra il popolo ebraico e quello arabo dopo aver letto l'opera del suo corrispondente, " Il quaderno arabo".
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«Egregio signore, sono stato molto lieto di constatare che apprezza Byron (l'uomo, non il poeta) e che ha il coraggio – oggi! – di difendere Cicerone, che anch'io ammiro, e la cui " mancanza di carattere" mi sembra molto moderna. Come lei, ho studiato a fondo gli storici romani, Tacito soprattutto, e condivido il giudizio di Hume secondo cui egli è " la mente più profonda dell'antichità". Il suo libro [Il taccuino arabo] mi ha interessato molto, ma mi dispiace che si sia schierato. Concordo con lei ogni volta che appare combattuto, indeciso, lacerato.»
Le pagine che più mi hanno colpito sono state quelle in cui traspare una certa simpatia per gli ebrei. La loro situazione mi sembra incomparabilmente più complessa, più patetica di quella degli arabi. Il sionismo è molto più di un errore; è un'avventura tragica, una manifestazione contemporanea di un'antica maledizione. Non si può rimanere indifferenti.
Bisogna inoltre aggiungere che tutti questi popoli arabi sarebbero diventati completamente apatici, se non fosse stato per la salutare umiliazione inflitta loro da Israele. Forse la missione di Israele era semplicemente quella di risvegliarli e poi subire le conseguenze di tale risveglio. Ovunque si trovino, il destino degli ebrei è quello di essere sconfitti e di sopravvivere alla sconfitta. La profezia di Soloviev rimane vera: saprete senza dubbio che sul letto di morte la sua ultima preghiera fu rivolta agli ebrei, a causa, spiegò, delle grandi sofferenze che li attendevano. Forse potremmo discutere di questi argomenti un'altra volta? Cordiali saluti, Cioran.