Louis-Ferdinand Céline satireggia il denaro e critica i "ravioli del salvadanaio"

Se volessi, avrei una stanza a Fresnes! Ah, che schifo! Non parlarmi di soldi, ne ho già a bizzeffe! "

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Louis-Ferdinand Céline (1894.1961)

Lettera autografata firmata ad Albert Paraz.

Due pagine in folio. Pieghe nella parte superiore.

Lettera inedita alla corrispondenza della Pléiade.

Senza data [1951]

 

Se volessi, avrei una stanza a Fresnes! Ah, che schifo! Non parlarmi di soldi, ne ho già a bizzeffe! "

Tornato in terra francese dopo anni di esilio, Céline fa commenti ironici sulla sua situazione finanziaria e sull'avidità degli altri, in particolare quella dei genitori di sua moglie Lucette.

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"Oh mio Dio, JJJJ. Non ti ho ancora detto tutto. Possedevo la Pietra Filosofale. Grazie ad essa, negli ultimi sette anni, senza mai guadagnare un soldo, ho vissuto come un principe[...] E non è ancora finita.  [...] Per di più, mi danno così tanto ! E se volessi, potrei avere una stanza nella prigione di Fresnes! Ah, sono disgustato! Non parlarmi di soldi, ne ho fin sopra i capelli!"

Le contorsioni [sua suocera] sono esilaranti! Si barricano in casa al solo pensiero di dover fare qualcosa! Il prete scappa, un po' codardo. Deve aver sforato un po' il budget. Non ho più avuto sue notizie da quando siamo tornati (meglio non parlarne!). Ah, il vitello d'oro, se è ancora in piedi! Un occhio. LF.

 

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Al ritorno dalla Danimarca, Céline e Lucette si recarono inizialmente a casa dei genitori di quest'ultima a Mentone, ma non andarono d'accordo. Lo scrittore soprannominò Ercole Pirazzoli "Couscous" o "Ravioli" e la suocera Gaby "Salvadanaio", chiamandoli talvolta Thénardier. Si affrettò a lasciarli il prima possibile, venendo accolto da Paul Marteau e sua moglie a Neuilly il 23 luglio, prima di stabilirsi definitivamente a Meudon.

 

Il romanziere e giornalista Albert Paraz mantenne una corrispondenza con Céline dal 1947 fino alla sua morte nel 1957. Fervente difensore del romanziere, lo difese quando quest'ultimo fu imprigionato in Danimarca.

Di cinque anni più grande di Paraz, Céline, a partire dal maggio 1950, cominciò a rivolgersi all'amico con vari nomi, come "JJ", "J3" o anche "JJJ" (abbreviazione di "young young" in contrapposizione al suo solito "My old man" o "dear old man"), ispirandosi alle categorie delle tessere annonarie, che variavano a seconda dell'età dei beneficiari.

 

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Alleghiamo la versione dattiloscritta di una lettera di Céline allo stesso Paraz, datata 21 dicembre 1952.

Provenienza: asta Sotheby's, giugno 2022, lotto 113.

 

 

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